Ideario de Revoluciòn Humanista

revolucion y humanismo

¡SI QUIERES CAMBIAR EL MUNDO, DEJA QUE EL MUNDO TE CAMBIE!

Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato piuttosto che cercare di cambiarlo.
Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione.
Impossibile non è una regola, è una sfida.
Impossibile non è uguale per tutti.
Impossibile non è per sempre.

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Chi non parla a un uomo non parla a nessuno.
(Antonio Machado)
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La vita vale per l’uso che facciamo di lei, per le opere che realizziamo. Non ha vissuto di più chi conta più anni, bensì colui che ha sentito meglio un ideale. I capelli bianchi denunciano la vecchiaia, ma non dicono quanta gioventù l’ha preceduta. La misura sociale dell’uomo sta nella durata delle sue opere; l’immortalità è il privilegio di chi le fa sopravvivere ai secoli, e per esse si misura.Il potere che si maneggia, i favori che si mendicano, il denaro che s’impasta, la dignità che si ottiene, hanno un certo valore effimero che può soddisfare gli appetiti di chi non possiede in sé stesso, nelle sue virtù intrinseche, la forza morale che abbellisce e qualifica la vita; l’affermazione della propria personalità e la quantità di integrità messa al servizio della dignità del nostro io. Vivere è imparare, per ignorare meno; è amare per vincolarci ad una parte più vasta dell’umanità; è ammirare per condividere la magnificenza della natura e degli uomini; è un sforzo per migliorarsi, un incessante affanno di elevazione verso ideali definiti.
(José Ingenieros)

Se non puoi avere ragione e forza, scegli sempre di avere ragione e lascia al nemico la forza. In molti combattimenti, la forza può uscire vittoriosa, ma la lotta nel suo insieme è vinta solo dalla ragione. Il potente non potrà mai avere ragione con la forza, ma noi possiamo sempre ottenere forza dall’aver ragione.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

Da una parte c’è il neoliberismo con tutto il suo potere repressivo e i suoi strumenti di morte, dall’altra l’essere umano.
C’è chi si adatta ad essere un numero in più nella gigantesca Borsa del Potere. Con cinismo percorre la scala orizzontale dello schiavo, che è a sua volta padrone di altri schiavi. In cambio di una vita mortificata e delle briciole che il potere gli concede, c’è chi si vende, si adatta, si arrende.
In qualunque parte del mondo ci sono schiavi che si dichiarano felici di esserlo.
In qualunque parte del mondo ci sono uomini e donne che rinunciano alla propria Umanità e vanno ad occupare un posto nel gigantesco Mercato della Dignità.
Ma c’è anche chi non si adatta, chi sceglie di essere scomodo, c’è chi non si vende, c’è chi non si arrende. C’è in tutto il mondo chi non si piega ad essere annichilito da questa guerra. C’è chi decide di combattere! E si ribella!
(Subcomandante Insurgente Marcos)

1. Mettiti sempre al servizio di una causa nobile.
2. Sii sempre disposto ad imparare e fallo.
3. Rispetta i tuoi antenati e preservane la memoria.
4. Esisti per il bene dell’Umanità, per questo vivi, per questo muori.
5. Coltiva le scienze e le arti e, con loro, sii anche il guardiano del tuo popolo.
6. Dedicati nello stesso modo alle cose grandi e a quelle piccole.
7. Guarda avanti e immagina il tutto già completo e finito.
Subcomandante Insurgente Marcos)

Quando un uomo o una donna qualsiasi, decidono di camminare, invariabilmente, presto o tardi, si trovano a dover scegliere tra due strade.
Da una parte la via dove si zoppica in cambio delle comodità, dei privilegi in cambio di tradimenti, dove si va in alto a costo di far cadere gli altri.
Dall’altra parte la via delle convinzioni ferme a costo di sacrifici, del disprezzo per la nostra fermezza, dell’oblio perché non si mente. Questa è la strada del dovere. E costretti a scegliere, gli uomini e le donne veri, sempre scelgono il dovere.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

Allo scetticismo reso dottrina di stato, all’indifferenza neoliberista, al realismo cinico della globalizzazione, noi popoli indios abbiamo contrapposto la memoria, la parola ed il sogno. Lanciandoci con tutto quello che abbiamo in questa lotta, noi come individui e collettivamente, abbiamo agito con un impulso universalmente umano, quello della ribellione.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

La presa del potere? No, qualcosa di più difficile: un mondo nuovo. Per prima cosa, dobbiamo metterci d’accordo su quello che non vogliamo, e poi su quello che vogliamo. Se non vogliamo il partito di stato, se non vogliamo il presidenzialismo, se non vogliamo questa cultura del consumismo e della prepotenza che ormai si riflette a tutti i livelli compreso quello culturale, che si suppone dovrebbe essere il più autonomo, allora dobbiamo unirci per farla finita con tutto questo nella maniera meno costosa.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

Là in alto chiedono ed esigono: “Bisogna dire no alla violenza, da qualunque parte provenga“… facendo attenzione a porre l’enfasi se la violenza viene dal basso.Secondo loro tutti e tutte devono mettersi in armonia affinché si risolvano le loro differenze e contrapposizioni… La nostra posizione di zapatisti è chiara. Non appoggiamo il pacifismo che si solleva affinché sia un altro a porgere l’altra guancia, né la violenza che si scatena quando sono altri che ci mettono i morti. Noi siamo come siamo, con tutto il bene ed il male che portiamo dietro e che è nostra responsabilità.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

Per fare la rivoluzione ci vuole carisma, ma un po’ di culo non guasta.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a pranzo. La libertà è un agnello bene armato che contesta il voto.
(Benjamin Franklin)

Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico. La voce che li comanda è la voce del nemico. E chi parla del nemico è lui stesso il nemico.
(Bertold Brecht)

La rivoluzione è sanguinosa, ostile, non conosce compromessi, rovescia e distrugge tutto quello che incontra sul suo cammino. Voi, invece, ve ne state lì pacificamente seduti a dire: “Io amerò questa gente indipendentemente da quanto loro mi odiano”. No, voi avete bisogno di una rivoluzione. Chi ha mai sentito parlare di una rivoluzione in cui ci si prende tutti per mano e si canta “We Shall Overcome”? Durante una rivoluzione non si fanno queste cose; non si canta perché si è troppo occupati a sparare.
(Malcolm X)

Ho fede nell’uomo. Sono poeta della speranza, ma non sono cieco. Non credo che la fraternità e l’amore ci vengano dati in regalo. Non credo che gli antagonismi che ci dissanguano possano sparire per miracolo. La perfezione é il risultato della lotta.
(Jorge Debravo)

Credo nella globalizzazione della Rivoluzione.
(padre Ernesto Cardenal)

Essere uomo è precisamente essere responsabile.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Non soltanto sono pacifista. Sono un pacifista militante. Sono disposto a lottare per la pace.
(Albert Einstein)

Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. Poi vinci.
(Mahatma Gandhi)

Rivoluzione è sentimento del momento storico, è cambiare tutto ciò che deve essere cambiato, è Uguaglianza e Libertà piena, è essere trattati e trattare gli uomini come esseri umani, è emancipare noi stessi col nostro proprio sforzo, è sfidare poderose forze dominanti, dentro e fuori dall’ambito sociale e nazionale, è difendere i valori nei quali si crede, al prezzo di qualunque sacrificio, è modestia, disinteresse, altruismo, solidarietà ed eroismo, è non mentire mai né violare principio etico, è condizione profonda, che non esiste forza nel mondo capace di placare la forza della verità e delle idee. Rivoluzione è unità, è indipendenza, è lottare per il nostro sogno di Giustizia.
(Fidel Castro)

Ognuno è responsabile di tutti. Ognuno da solo è responsabile di tutti. Ognuno è l’unico responsabile di tutti.
(Antoine de Saint-Exupéry)

Non è vero che abbiamo perduto noi e, soprattutto, che hanno vinto loro. La storia ha ancora molto filo da tessere e non si riesce ancora ad indovinare né la trama né il colore di questo gigantesco arazzo che è ciò che l’umanità dovrà vivere.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

Odio gli indifferenti. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza e la soffoca. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono di parte, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, e sono di parte. Perciò odio chi non parteggia. Odio gli indifferenti.
(Antonio Gramsci)

Nel nostro libro, il Corano, non c’è nessun insegnamento a soffrire pacificamente. La nostra religione ci insegna ad essere intelligenti. Siate pacifici, gentili, obbedite alle leggi, rispettate chiunque, ma se qualcuno leva la mano contro di voi, mandatelo al cimitero. Questa è una religione come si deve, e infatti è la religione del buon tempo antico, quella di cui parlavano i vecchi: occhio per occhio, dente per dente, testa per testa, vita per vita. Questa è una religione come si deve e nessuno protesta perché viene insegnata, all’infuori del lupo che ha in mente di divorarvi.
(Malcolm X)

Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell’oppressore. Se un elefante ha il piede sulla coda di un topo e dite che siete neutrali, il topo non apprezzerà la vostra neutralità.
(Vescovo Desmond Tutu)

Non conosciamo i nomi di coloro che inchiodarono Gesù alla croce. Ricordiamo a malapena i nomi di coloro che lo giudicarono falsamente e lo condannarono ingiustamente a morte. Il nome di Ponzio Pilato invece, l’uomo che si lavò le mani e rifiutò d’immischiarsi, vive nella mente di tutti. Gli esecutori materiali della condanna furono più brutali, i giudici più crudeli. In Pilato ci fu soltanto tiepidezza, timorosità e infine indifferenza. Nonostante ciò, è proprio il ricordo di lui che resta. La sua codardia, la sua mancanza di impegno personale si perpetuano nella storia. C’è una lezione in tutto questo. Dobbiamo condannare coloro che fanno il male, ma ancora di più coloro che avrebbero la possibilità di impedirlo e non fanno nulla. Il male è colpevole, ma l’indifferenza è ancora più colpevole. È questo che ci dimostra Pilato mentre continua, anche oggi, a lavarsi le mani.
(Armando Fuentes Aguirre)

Io so e ho le prove. Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. E lo sanno le mie prove. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in inaccessibili paesini di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perché parziali, riprese con le iridi, raccontate con la parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: “è falso” all’orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, infondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. Io so qual è la vera costituzione del mio tempo, qual è la ricchezza delle imprese. Io so in che misura ogni pilastro è il sangue degli altri. Io so e ho le prove. Non faccio prigionieri.
(Roberto Saviano)

Se tremi per l’indignazione davanti alle ingiustizie, allora sei mio fratello.
(Ernesto “Che” Guevara)

Peggiore delle bombe nucleari, peggiore della bomba A (atomica) è la bomba M (miseria). Questa bomba produce effetti attraverso tre violenze strutturali: 1. la violenza della piccola minoranza che vive nel lusso e la cui ricchezza si alimenta della miseria di milioni di fratelli; 2. la violenza esercitata contro il mondo dei poveri dal cosiddetto mondo sviluppato. Per ogni dollaro che un governo o un’impresa del primo mondo impiega in Brasile, essi incassano otto volte di più e, nonostante questo, continuano a dire che ci stanno aiutando. Opprimono il popolo e distruggono la natura in nome del progresso; 3. la violenza armata che difende quest’ordine stabilito e chiama sovversivo chiunque tenti di cambiare quest’ordine iniquo.
(don Hélder Camara)

Vale milioni di volte di più la vita di un solo essere umano che tutte le proprietà dell’uomo più ricco della terra.
(Ernesto “Che” Guevara)

Sarebbe molto più facile uscire dall’ondata di depressione a cui stiamo assistendo se non avessimo paura di ammettere che la nostra società di consumi ci rende infelici.
(Bruce E. Levine)

La civilità ci insegna come impadronirci delle cose, mentre dovrebbe iniziarci all’arte di privarcene, giacché non v’è libertà né vera vita senza il tirocinio dello spossessamento.
(E. Cioran)

Quando sembra che non rimanga niente, rimangono i princìpi.
(Subcomandante Insurgente Marcos)

La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. E’ più facile andare in discesa, ma alla fine ti ritrovi in un buco. A salire c’è più speranza. E’ difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.
(Tiziano Terzani)

Vorrei che tutte le culture del mondo potesero circolare liberamente intorno alla mia casa.
(Mahatma Gandi)

Il rivoluzionario crede nell’uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell’essere umano non è un rivoluzionario.
Fidel Castro)

La rivoluzione del mondo, passa attraverso la rivoluzione dell’individuo. La vera rivoluzione deve cominciare dentro di noi.
(Ernesto “Che” Guevara)

Una rivoluzione si fa, solo se si ha una cultura e delle idee. Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero.
(Fidel Castro)

Studiate molto per padroneggiare la tecnica, che permette di dominare la natura. Ricordatevi che è la Rivoluzione ad essere importante e che ciascuno di noi, preso isolatamente, non vale nulla. Soprattutto, nel più profondo di voi stessi, siate capaci di sentire ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la più bella qualità del rivoluzionario. Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore: amore per l’Umanità, amore per la Giustizia e per la Verità.
(Ernesto “Che” Guevara)

Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
(Antonio Gramsci)

Dichiariamo il nostro diritto su questa terra di esseri umani, di essere rispettati come tali, di avere i diritti di ogni essere umano, in questa società, su questa terra, in questo giorno, che noi intendiamo realizzare con ogni mezzo necessario.
(Malcolm X)

L’esperienza definisce felicissimo l’uomo che ha reso felice il maggior numero di uomini… Se abbiamo scelto nella vita una posizione in cui possiamo operare per l’Umanità, nessun peso ci può piegare, perchè i sacrifici vanno a beneficio di tutti; allora non proveremo una gioia meschina, limitata, egoista, ma la nostra Felicità apparterrà a milioni di persone, le nostre azioni vivranno silenziosamente, ma per sempre.
(Carl Marx)

Sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.
(Mahatma Gandhi)

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercar nuove terre ma nell’avere occhi nuovi.
(Marcel Proust)

Schiavo è chi aspetta qualcuno che venga a liberarlo.
(Ezra Pound)

Cos’è il ridicolo? Rinunciare volontariamente alla propria libertà: ecco la definizione del ridicolo. Se la libertà ti viene strappata con la forza, superfluo dire che non sei ridicolo, se non per colui che con la forza te l’ha tolta. Ma chi regala la propria libertà, chi muore dalla voglia di regalarla, entra nel regno del ridicolo. Chi è libero può essere pazzo, stupido, ripugnante, infelice proprio perché è libero, ma non è ridicolo. Ha lo spessore di un ESSERE UMANO.
(Philip Roth)

Sono per la violenza se la non-violenza fallisce.
(Malcolm X)

Non buttate via una vita, ma difendetela perché è la cosa migliore che avete. Però se dovete rinunciarvi, che sia alla pari!
(Malcolm X)

Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
(George Orwell)

Io sono per la Verità, non faccio questione su chi la dice. Io sono per la Giustizia, non mi interessa se va a favore o contro.
(Malcolm X)

Quando sono uscito di prigione era questa la mia missione: liberare sia gli oppressi che l’oppressore. Qualcuno dice che lo scopo è stato raggiunto, ma io so che non è così. La verità è che noi non siamo ancora liberi, abbiamo soltanto conquistato la libertà di essere liberi, il diritto di non essere oppressi. Non abbiamo ancora compiuto l’ultimo passo del nostro viaggio, ma il primo di un lungo e ancor più difficile cammino. Per essere liberi non basta rompere le catene, ma vivere in un modo che rispetti e accresca la libertà degli altri. Il vero test della nostra fedeltà alla Libertà è solo all’inizio. Ho percorso questo lungo cammino verso la Libertà, ho cercato di non vacillare, qualche volta ho compiuto anche passi falsi. Ma ho scoperto il segreto che dopo aver scavalcato una collina, ci si rende conto che ce ne sono ancora molte altre da superare. Sento la stanchezza e mi sono preso un momento di riposo, per dare un’occhiata alla vista che mi circonda, per guardare indietro alla strada che ho percorso. Ma posso riposare poco, solo un momento, perché con la Libertà vengono anche le responsabilità, e mi preoccupo di non indugiare, perché il mio cammino è lungo… E non è ancora finito.
(Nelson Rolihlahla Mandela)

Non credo che se c’è una globalizzazione “buona” la possano realizzare cervelli che distruggono i McDonald’s o vedono solo film francesi. Ho in mente qualcosa di diverso. Ho in mente gente convinta che la globalizzazione, così come ce la stanno vendendo, non è un sogno sbagliato: è un sogno piccolo! Arrestato. Bloccato. Ostaggio dell’immaginario di manager e banchieri. Sognare quel sogno al posto loro: questo, e nulla meno di questo, sarebbe il nostro compito!
(Alessandro Baricco)

Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.
(Buckminster Fuller)

Il sentimento rivoluzionario per eccellenza è la vergogna. La vergogna è un sentimento politico molto forte. Anche la collera, ma questa ha la miccia corta, può avere grande intensità ma dura poco, svanisce presto. La vergogna invece ti tormenta, ti si appiccica addosso e a un certo punto non ne puoi più. E’ questo sentimento che porta alla ribellione e alla ricerca di risposte alternative.
(Erri De Luca)

STATUTO DELL’UOMO

1. È decretato che adesso vale la Verità, adesso vale la Vita, e mano nella mano, marceremo tutti per la vita vera.
2. È decretato che tutti i giorni della settimana, compresi i martedì più grigi, hanno diritto di convertirsi in mattinate domenicali.
3. È decretato che, a partire da questo istante, ci saranno girasoli in tutte le finestre, che i girasoli avranno diritto di aprirsi anche nell’ombra; e che le finestre dovranno rimanere, per l’intero giorno, aperte sul verde dove cresce la speranza.
4. È decretato che l’uomo non dovrà mai più avere dubbi sull’uomo. Che l’uomo avrà fiducia nell’uomo come la palma ha fiducia nel vento, come il vento ha fiducia nell’aria, come l’aria ha fiducia nel campo azzurro del cielo.Paragrafo unico: L’uomo confiderà nell’uomo come un bambino confida in un altro bambino.
5. È decretato che gli uomini siano liberi dal giogo della menzogna. Non ci sarà più bisogno di usare la corazza del silenzio né l’armatura delle parole. L’uomo si siederà alla tavola con il suo sguardo puro, perché la Verità sarà servita prima degli antipasti.
6. È stabilita che, per dieci secoli, il lupo e l’agnello mangeranno insieme e il cibo di entrambi avrà lo stesso sapore dell’aurora. Proprio come sognato dal profeta Isaia.
7. Per decreto irrevocabile è stabilito il regno permanente della giustizia e della chiarezza, e l’allegria sarà una bandiera generosa per sempre spiegata nell’anima del popolo.
8. È decretato che il maggior dolore sempre fu e sempre sarà il non poter dare amore a chi si ama, sapendo che è l’acqua che dà alla pianta il miracolo del fiore.
9. È permesso che il pane di ogni giorno abbia nell’uomo il segno del suo sudore. Ma che soprattutto abbia sempre il caldo sapore della tenerezza.
10. È permesso a qualsiasi persona in qualsiasi momento della vita, l’uso dell’abito bianco.
11. Si decreta che l’uomo, per definizione, è un animale che ama, e che per questo motivo è bello, molto più bello che la stella del mattino.
12. Si decreta che niente sarà imposto né proibito, tutto sarà permesso, compreso il giocare con i rinoceronti e camminare la sera con una immensa begonia all’occhiello della giacca.Paragrafo unico: Solo una cosa sarà proibita: amare senza Amore.
13 È decretato che il denaro non potrà mai più comprare il sole delle mattine future. Espulso dal grande baule della paura, il denaro si trasformerà in una spada fraterna per difendere il diritto di cantare e la festa per il giorno che è arrivato.
Articolo Finale. È proibito l’uso della parola libertà, la quale sarà soppressa dai dizionari e dal pantano ingannatore delle bocche. Da questo momento la Libertà sarà viva e trasparente, come un fuoco o un fiume, e la sua abitazione sarà sempre il cuore dell’uomo.
(Thiago De Mello)

Sognare? Che direste se delirassimo per un istante?Puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile: l’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni; nelle strade, le automobili saranno schiacciate dai cani; la gente non sarà guidata dall’automobile, non sarà programmata dai computer, né sarà comprata dal supermercato, né osservata dalla televisione; la televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia e sarà trattato come una lavatrice o un ferro da stiro; la gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare; ai codici penali si aggiungerà il Delitto di Stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare; in nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare; gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, né paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose; i cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive; gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi; i politici non crederanno che ai poveri piaccia mangiare promesse; la solennità non sarà più una virtù, e nessuno prenderà sul serio chiunque non sia capace di prendersi in giro; la morte e il denaro perderanno i loro magici poteri, e né per fortuna né per sfortuna, la canaglia si trasformerà in virtuoso cavaliere; nessuno sarà considerato eroe o tonto perché fa quel che crede giusto invece di fare ciò che più gli conviene; il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà, e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento; il cibo non sarà una mercanzia, né sarà la comunicazione un affare, perché cibo e comunicazione sono diritti umani; nessuno morirà di fame, perché nessuno morirà d’indigestione; i bambini di strada non saranno trattati come spazzatura, perché non ci saranno bambini di strada; i bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro, perché non ci saranno bambini ricchi; l’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla; la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla; la Giustizia e la Libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena; una donna nera, sarà presidente del Brasile e un’altra donna nera, sarà presidente degli Stati Uniti d’America; una donna india governerà il Guatemala e un’altra il Perù; in Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale, poiché rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria; la Santa Chiesa correggerà gli errori delle tavole di Mosè, e il sesto comandamento ordinerà di festeggiare il corpo; la Chiesa stessa detterà un altro comandamento dimenticato da Dio: “Amerai la natura in ogni sua forma”; saranno riforestati i deserti del mondo e i deserti dell’anima; i disperati diverranno speranzosi e i perduti saranno incontrati, poiché costoro sono quelli che si disperarono per il tanto sperare e si persero per il tanto cercare; saremo compatrioti e contemporanei di tutti coloro che possiedono desiderio di giustizia e desiderio di bellezza, non importa dove siano nati o quando abbiano vissuto, giacche’ le frontiere del mondo e del tempo non conteranno più nulla; la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei; pero’, in questo mondo semplice e fottuto ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.
(Eduardo Galeano)

Il paradosso del nostro tempo nella storia è che abbiamo edifici sempre più alti, ma moralità sempre più basse, autostrade sempre più larghe, ma orizzonti sempre più ristretti.Spendiamo di più, ma abbiamo meno, comperiamo di più, ma godiamo meno. Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole, più comodità, ma meno tempo. Abbiamo più istruzione, ma meno buon senso, più conoscenza, ma meno giudizio, più esperti, e ancor più problemi, più medicine, ma meno benessere. Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo senza ritegno, ridiamo troppo poco, guidiamo troppo veloci, ci arrabbiamo troppo, facciamo le ore piccole, ci alziamo stanchi, vediamo troppa tv, e preghiamo di rado.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotti i nostri valori. Parliamo troppo, amiamo troppo poco, e odiamo troppo spesso. Abbiamo imparato come guadagnarci da vivere, ma non come vivere. Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non vita agli anni.Siamo andati e tornati dalla Luna, ma non riusciamo ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino di casa. Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non lo spazio interno. Abbiamo creato cose più grandi, ma non migliori. Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima. Abbiamo dominato l’atomo, ma non i pregiudizi.Scriviamo di più, ma impariamo meno. Pianifichiamo di più, ma realizziamo meno. Abbiamo imparato a sbrigarci, ma non ad aspettare.Costruiamo computers più grandi per contenere più informazioni, per produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno. Questi sono i tempi del fast-food e della digestione lenta grandi uomini e piccoli caratteri, ricchi profitti e povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto,dal rallegrarti al calmarti, all’ucciderti. E’ un tempo in cui ci sono tante cose in cucina e niente in magazzino. Un tempo in cui la tecnologia può farti arrivare questa lettera, e in cui puoi scegliere di condividere queste considerazioni con altri, o di cancellarle. Ricordati di spendere del tempo con i tuoi cari ora, perchè non saranno con te per sempre. Ricordati di dire una parola gentile a qualcuno, che ti guarda dal basso in soggezione,perchè quella piccola persona presto crescerà e lascerà il tuo fianco. Ricordati di dare un caloroso abbraccio alla persona che ti sta a fianco, perchè è l’unico tesoro che puoi dare con il cuore e non costa nulla. Ricordati di dire “vi amo” ai tuoi cari, ma soprattutto pensalo. Un bacio e un abbraccio possono curare ferite che vengono dal profondo dell’anima. Ricordati di tenerle le mani e godi di questi momenti, perchè un giorno quella persona non sarà più lì. Dedica tempo all’amore, dedica tempo alla conversazione, e dedica tempo per condividere i pensieri preziosi della tua mente.
(George Carlin)

Sogna, senza paura, senza limiti, senza censura, e metti i tuoi sogni a servizio della monotonia quotidiana, della stancante routine, dell’eterna fragilità, dell’umana mediocrità.
(don Hélder Camara)

Una persona con un ideale ha la stessa forza di novantanove che hanno solo interessi.
(John Stuart Mill)

Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo. Vai e guarda dietro i monti. Qualcosa è perso dietro i monti. Vai! E’ perso e aspetta te.
(Rudyard Kipling)

L’utopia sta all’orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l’orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? A questo: serve a camminare.
(Eduardo Galeano)

Mi sono guardato piangere in uno specchio di neve, mi sono visto che ridevo, mi sono visto che partivo. Ti saluto dai paesi di domani.
(Fabrizio De Andrè)

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